DOPO LE FIAMME:
QUANDO IL PERICOLO NON È FINITO

Gli incendi che nelle ultime settimane hanno interessato il Ticino e altre regioni della Svizzera hanno riportato al centro dell’attenzione un tema spesso trascurato: ciò che rimane dopo il passaggio delle fiamme. Se l’emergenza si conclude con lo spegnimento del rogo, le conseguenze per la salute e per l’ambiente possono infatti protrarsi ben oltre la fine delle operazioni di soccorso.
Quando si parla di incendi, il rischio non è rappresentato esclusivamente dal fuoco. Le elevate temperature e la combustione dei materiali presenti negli edifici possono liberare sostanze nocive che contaminano l’ambiente circostante e continuano a costituire un potenziale pericolo anche nelle fasi successive all’emergenza.
Per questo motivo, dopo un incendio non è sufficiente verificare la stabilità strutturale dell’immobile. È altrettanto importante accertare l’eventuale presenza di contaminazioni e pianificare correttamente le operazioni di bonifica, messa in sicurezza e smaltimento dei materiali coinvolti nell’incendio. Una gestione inadeguata può esporre a rischi non solo gli addetti ai lavori, ma anche residenti, vicini e soccorritori intervenuti sul posto.
Torre dei Moro, Milano Arch. Paola Canonica Esperta in diagnostica di sostanze nocive nella costruzione Esperta antincendio, Consulente radon, Igienista del lavoro
Torre dei Moro, Milano Arch. Paola Canonica Esperta in diagnostica di sostanze nocive nella costruzione Esperta antincendio, Consulente radon, Igienista del lavoro
Le macerie provenienti da edifici colpiti dal fuoco, infatti, non possono essere considerate automaticamente normali rifiuti da costruzione. Prima di qualsiasi intervento è necessario escludere la presenza di sostanze nocive che potrebbero essere state disperse o alterate dall’incendio.
Un elemento fondamentale nella valutazione del rischio è rappresentato dall’età dell’edificio. In Svizzera, il 1991 costituisce una data di riferimento importante, poiché segna l’entrata in vigore del divieto generale di utilizzo dell’amianto. Negli immobili costruiti prima di tale data, la presenza di materiali contenenti amianto deve essere attentamente verificata prima di procedere con qualsiasi intervento di demolizione o smaltimento.
L’amianto, tuttavia, non è l’unica sostanza da considerare. Negli edifici possono essere presenti anche PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), vernici contenenti piombo e altri materiali che, se sottoposti alle elevate temperature sviluppate durante un incendio, possono contaminare le macerie, il terreno circostante e persino le acque utilizzate per lo spegnimento. In condizioni normali questi materiali non rappresentano necessariamente un pericolo immediato. Il rischio emerge quando vengono danneggiati, perforati, demoliti o esposti a forti sollecitazioni termiche e meccaniche, circostanze che possono favorire il rilascio di sostanze nocive nell’ambiente.
Negli edifici realizzati dopo il 1991 il rischio legato all’amianto è sostanzialmente escluso, ma ciò non significa che le verifiche possano essere trascurate. Le costruzioni moderne impiegano infatti numerosi materiali sintetici, isolanti e componenti plastici che, in caso di incendio, possono generare fumi e residui particolarmente dannosi.
Proprio per questo la prevenzione antincendio ha conosciuto negli ultimi decenni un’importante evoluzione normativa e tecnologica. Le attuali prescrizioni definiscono criteri rigorosi per la scelta dei materiali, la compartimentazione degli spazi, le vie di fuga e la sicurezza degli impianti. L’obiettivo non è soltanto prevenire l’innesco di un incendio, ma limitarne la propagazione e garantire il tempo necessario per l’evacuazione delle persone.
Gli eventi recenti ci ricordano che la sicurezza di un edificio non può essere valutata esclusivamente quando tutto funziona regolarmente. Conoscere la storia costruttiva di un immobile, individuare eventuali sostanze nocive e pianificare correttamente gli interventi di manutenzione e risanamento rappresentano oggi strumenti indispensabili per proteggere la salute delle persone, salvaguardare l’ambiente e preservare il patrimonio edilizio. In un territorio come il Ticino, dove una parte significativa degli edifici è stata realizzata prima del 1991 e il patrimonio immobiliare continua a evolversi, la cultura della prevenzione assume un valore sempre più strategico.
Perché un edificio davvero sicuro non è soltanto quello che resiste alle fiamme, ma anche quello che, una volta spenta l’emergenza, non lascia in eredità rischi invisibili per chi lo abita e per l’ambiente che lo circonda.
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