Ingegneria del legno, una professione promettente nel settore della costruzione

Tra i vari mestieri nella costruzione, vi è uno ancora poco conosciuto, ma che si profila sempre di più nel settore della costruzione: l’ingegnere del legno. Abbiamo conversato con l’ingegnere Pierino Bessler che ha aperto uno studio di ingegneria specializzato esclusivamente nel legno come materia di costruzione. In cosa consiste questa professione? Come si differenza dall’ingegneria civile e che strade formative e prospettive future offre? Domande a cui di seguito cerchiamo di dare delle risposte.
Se parliamo dell’ingegnere nell’ambito della costruzione, spesso immaginiamo i lavori realizzati con mattoni, cemento ed acciaio, case ed edifici moderni. La costruzione con il legno invece viene spesso associata ai tipici chalet. Come ci spiega Pierino Bessler, l’ingegneria del legno comprende però molto di più: il suo campo di azione varia dalla progettazione di costruzioni abitabili in legno, come case private ed edifici pubblici (uffici e scuole) di carattere moderno e di grande volumetria ad altre strutture (ponti, capannoni, torri, etc.), specializzandosi sul materiale legno come struttura portante, non necessariamente visibile dall’esterno. Un ruolo che unisce progettazione strutturale e conoscenza profonda del materiale. Questo implica una profonda conoscenza anche degli altri materiali tipicamente utilizzati nell’ingegneria civile, come cemento armato, acciaio etc. perché spesso i vari pezzi di legno vanno connessi ad altri materiali, «pensiamo alle viti, che comunque come componenti si usano per le connessioni e per l’ancoraggio delle strutture al calcestruzzo» - «È una professione ancora nuova in Ticino: un ramo specifico nel campo dell’ingegneria, interamente dedicata al legno», sottolinea Bessler. Il percorso verso questa professione nasce spesso dalla pratica: molti ingegneri del legno provengono da apprendistati in carpenteria o falegnameria. «Arriviamo quasi sempre dal cantiere, prima della progettazione», osserva Bessler. Questa doppia anima, tecnica e operativa, si riflette anche nell’approccio progettuale. Costruire in legno non significa semplicemente sostituire un materiale, ma adottare una logica diversa: ogni dettaglio deve essere definito in anticipo. «Il legno richiede un approccio diverso: tutto va pensato nei minimi dettagli prima di iniziare sul cantiere». Questa impostazione sposta gran parte del lavoro nella fase progettuale, ma consente vantaggi significativi. «Se si progetta fin dall’inizio in legno, si ottimizzano costi, struttura e tempi». Grazie alla prefabbricazione, molti elementi vengono realizzati in officina e assemblati in cantiere con rapidità ed efficienza, garantendo qualità elevata e tempi di esecuzione più brevi rispetto alle tecniche tradizionali. In Ticino, questa figura è ancora in fase di affermazione. Il settore pubblico sembra aprire la strada, preferendo sempre di più negli appalti pubblici questo tipo di costruzione, mentre quello privato procede più lentamente, spesso per mancanza di conoscenza o abitudine. Eppure, il contesto internazionale parla chiaro: la Svizzera è tra i paesi di riferimento nella costruzione in legno, e la domanda di competenze specializzate è in crescita.
Il ruolo dell’ingegnere del legno nel processo costruttivo L’ingegnere del legno si distingue per la sua versatilità e può intervenire in diverse fasi del progetto. Quando è coinvolto fin dalle prime fasi, lavora a stretto contatto con architetti e committenti, contribuendo a definire il sistema costruttivo, ovvero, la griglia del sistema portante, la sua struttura e le proporzioni dell’edificio. In questo caso, il suo apporto consente di orientare il progetto in funzione delle caratteristiche del legno, ottimizzandone le prestazioni. In altri casi, l’ingegnere entra in gioco in una fase più avanzata, ad esempio su richiesta di un carpentiere. Qui il margine di intervento è più limitato: la struttura generale è già definita e il lavoro si concentra sugli aspetti tecnici, come la risoluzione dei nodi strutturali, i dettagli costruttivi, gli ancoraggi e il dimensionamento degli elementi.
Una competenza sempre più centrale Con la crescente diffusione delle costruzioni in legno, il ruolo dell’ingegnere sta acquisendo maggior riconoscimento all’interno del processo edilizio. Se nei progetti più semplici l’esperienza pratica della carpenteria continua a garantire soluzioni efficaci, con l’aumento della complessità delle costruzioni - come, ad esempio, negli edifici multipiano - il contributo dell’ingegnere diventa fondamentale. «Nei progetti più complessi è essenziale affidarsi a chi conosce davvero le specificità del legno: sono i dettagli costruttivi a fare la differenza, nello sviluppo dei nodi strutturali, ossia le connessioni tra gli elementi, dove la conoscenza approfondita del materiale è essenziale», spiega Bessler.
Dal dettaglio costruttivo al modello digitale tridimensionale Nella costruzione in legno in generale, la progettazione tridimensionale è da tempo una pratica consolidata, necessaria per la lavorazione dei pezzi e per l’assemblaggio in officina degli elementi. Proprio questa esigenza ha portato il settore ad adottare precocemente strumenti digitali avanzati. Oggi, l’intero comparto delle costruzioni si sta progressivamente allineando a questo approccio attraverso il Building Information Modeling (BIM), che consente di integrare in un unico modello geometria, costi, tempi di realizzazione, manutenzione e ciclo di vita dell’edificio. Un sistema che permette anche una gestione differenziata dei componenti nel tempo, analogamente ad altri ambiti ingegneristici. In questo contesto, il settore del legno si conferma come anticipatore di un cambiamento ormai inevitabile: mentre la burocrazia procede lentamente, utilizzando tuttora principalmente disegni bidimensionali - ad esempio, nelle licenze edilizie e negli appalti - l’architettura avanza progressivamente verso strumenti tridimensionali. L’ingegneria del legno e, più in generale, l’intero settore delle costruzioni in legno si distinguono invece per aver già adottato in modo strutturale e consolidato l’utilizzo di strumenti tridimensionali. Il futuro dell’ingegneria del legno in Ticino si inserisce quindi in una traiettoria chiara: una convergenza sempre più stretta tra progettazione, costruzione e gestione digitale dell’edificio, dove innovazione tecnologica e competenze specialistiche si integrano, consolidando una tendenza sostenibile e in crescita nel settore edilizio.

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