PENTATHLON: UNA SQUADRA PER IL FUTURO DEL LEGNO

Il Pentathlon del Boscaiolo è ormai un appuntamento consolidato, ma per Ascoleti, presente da diversi anni all’evento in qualità di espositore, rappresenta molto più di una semplice competizione: è un’occasione di incontro e valorizzazione del settore del legno.
È anche un momento di confronto tra aziende, professionisti
e giovani in formazione, capace di valorizzare lo
spirito di squadra e rafforzare il senso di appartenenza a
una filiera.
Quale contributo può offrire questa manifestazione al mondo della costruzione in legno e quali opportunità può generare per il suo futuro? Ne parliamo con Luca Pagnamenta, presidente, e Monica Pedrazzini, segretaria di Ascoleti.
«Il Pentathlon ci permette di incontrare aziende, professionisti e soprattutto giovani in un contesto diverso dalla quotidianità lavorativa - spiega Monica Pedrazzini -. È un’occasione per valorizzare competenze, entusiasmo e relazioni all’interno del settore». La manifestazione rappresenta infatti un momento di incontro capace di mettere in relazione realtà e generazioni diverse della filiera del legno. In un settore nel quale la collaborazione tra professionalità è fondamentale, creare occasioni di confronto al di fuori del cantiere o dell’azienda assume un valore particolare. Il Pentathlon diventa così anche uno spazio informale nel quale conoscersi, condividere esperienze e rafforzare quei legami che contribuiscono alla solidità dell’intero comparto.
Un valore condiviso dal presidente Luca Pagnamenta, che sottolinea anche l’importanza di presentare la filiera del legno nella sua complessità. «Vogliamo mostrare che il settore comprende un percorso che va dai proprietari di bosco agli artigiani che utilizzano il legno, passando per selvicoltori e segherie. Allo stesso tempo, desideriamo proporre la costruzione in legno come uno sbocco professionale interessante per i giovani». Questa visione della filiera è particolarmente importante in un momento nel quale il legno sta assumendo un ruolo sempre più significativo nel mondo delle costruzioni. Raccontare il percorso che porta la materia prima dal bosco al prodotto finito significa anche mostrare ai giovani quante competenze e professionalità convivano all’interno dello stesso settore. Il Pentathlon offre quindi l’opportunità di avvicinare le nuove generazioni a questa realtà e di far conoscere un mondo professionale articolato, nel quale tradizione, manualità, tecnologia e innovazione si incontrano.
Quale contributo può offrire questa manifestazione al mondo della costruzione in legno e quali opportunità può generare per il suo futuro? Ne parliamo con Luca Pagnamenta, presidente, e Monica Pedrazzini, segretaria di Ascoleti.
«Il Pentathlon ci permette di incontrare aziende, professionisti e soprattutto giovani in un contesto diverso dalla quotidianità lavorativa - spiega Monica Pedrazzini -. È un’occasione per valorizzare competenze, entusiasmo e relazioni all’interno del settore». La manifestazione rappresenta infatti un momento di incontro capace di mettere in relazione realtà e generazioni diverse della filiera del legno. In un settore nel quale la collaborazione tra professionalità è fondamentale, creare occasioni di confronto al di fuori del cantiere o dell’azienda assume un valore particolare. Il Pentathlon diventa così anche uno spazio informale nel quale conoscersi, condividere esperienze e rafforzare quei legami che contribuiscono alla solidità dell’intero comparto.
Un valore condiviso dal presidente Luca Pagnamenta, che sottolinea anche l’importanza di presentare la filiera del legno nella sua complessità. «Vogliamo mostrare che il settore comprende un percorso che va dai proprietari di bosco agli artigiani che utilizzano il legno, passando per selvicoltori e segherie. Allo stesso tempo, desideriamo proporre la costruzione in legno come uno sbocco professionale interessante per i giovani». Questa visione della filiera è particolarmente importante in un momento nel quale il legno sta assumendo un ruolo sempre più significativo nel mondo delle costruzioni. Raccontare il percorso che porta la materia prima dal bosco al prodotto finito significa anche mostrare ai giovani quante competenze e professionalità convivano all’interno dello stesso settore. Il Pentathlon offre quindi l’opportunità di avvicinare le nuove generazioni a questa realtà e di far conoscere un mondo professionale articolato, nel quale tradizione, manualità, tecnologia e innovazione si incontrano.
LO SPIRITO DI SQUADRA
La dimensione sportiva del Pentathlon richiama direttamente una caratteristica fondamentale del lavoro in carpenteria: la collaborazione. Nei cantieri, infatti, il risultato finale non dipende soltanto dalla capacità del singolo, ma dalla possibilità di mettere in comune competenze, responsabilità e conoscenze diverse. «Precisione, affidabilità, responsabilità, fiducia e rispetto reciproco sono valori indispensabili tanto in cantiere quanto in una competizione a squadre», osserva Pedrazzini. È un principio che trova una corrispondenza quotidiana nel lavoro delle aziende associate. «Ogni giorno nelle nostre aziende si lavora in squadra - aggiunge Pagnamenta -. Saper lavorare assieme valorizzando le competenze di ognuno è fondamentale». Una dinamica che non riguarda soltanto i collaboratori della stessa impresa, ma l’intero cantiere, dove diverse aziende e professionisti sono chiamati a coordinarsi per raggiungere un obiettivo comune. «Il buon andamento di un cantiere dipende in buona parte dalla capacità dei diversi artigiani di collaborare e coordinarsi durante tutta la durata dei lavori», continua il presidente. La costruzione in legno, in particolare, richiede una stretta integrazione tra progettazione, produzione, logistica e posa. La qualità del risultato finale passa quindi anche dalla capacità di comunicare e lavorare insieme. Il Pentathlon rende questi valori visibili attraverso una dimensione diversa, quella della competizione. Ma proprio la competizione consente di mettere in luce quanto la preparazione individuale acquisti valore quando viene inserita in una squadra. È un messaggio che può essere particolarmente significativo per i giovani che stanno iniziando il proprio percorso professionale.
GIOVANI E APPARTENENZA
Per Ascoleti, avvicinare i giovani al settore significa andare oltre la formazione tecnica. Imparare un mestiere è naturalmente il primo passo, ma altrettanto importante è costruire un’identità professionale e sentirsi parte di una realtà più ampia rispetto alla singola azienda.
«Un giovane deve imparare un mestiere, ma anche sentirsi parte di qualcosa - sottolinea Pedrazzini -. Il Pentathlon permette agli apprendisti selvicoltori di incontrarsi, confrontarsi e mettersi alla prova al di fuori del contesto scolastico o aziendale».
Sono occasioni che possono contribuire a rendere più concreto il percorso formativo. L’apprendista non è più soltanto uno studente o un giovane collaboratore, ma diventa parte di una comunità professionale nella quale incontra coetanei che condividono esperienze, difficoltà e obiettivi simili. Il confronto permette inoltre di scoprire percorsi differenti e di comprendere meglio le possibilità di crescita offerte dal settore.
Il senso di appartenenza rappresenta, secondo Pagnamenta, uno degli aspetti più forti della manifestazione. «La capacità del Pentathlon del Boscaiolo di creare appartenenza è fuori dal comune. Lo vedo a ogni edizione che ho avuto modo di visitare». Un modello che Ascoleti osserva con particolare interesse anche per la capacità di avvicinare i giovani alle professioni della filiera forestale. «È sicuramente anche una ragione per cui i nostri amici selvicoltori riescono ogni anno ad avere più richieste di apprendistato rispetto ai posti disponibili. Ci piacerebbe raggiungere la stessa situazione».
COMPETENZE PER UNA FILIERA IN EVOLUZIONE
Il futuro porta con sé nuove opportunità, ma anche nuove esigenze. Digitalizzazione, tecnologie costruttive, sostenibilità e progetti sempre più complessi hanno modificato il modo di progettare e costruire e richiedono professionisti in grado di aggiornare continuamente le proprie competenze. «La sfida principale è garantire il ricambio generazionale e disporre di personale adeguatamente formato - afferma Pedrazzini -. Il settore sta evolvendo rapidamente e richiede competenze sempre più specializzate».
In questo scenario, il legno si trova in una posizione particolarmente interessante. La crescente attenzione verso la sostenibilità delle costruzioni, l’efficienza energetica e l’utilizzo responsabile delle risorse offre alla filiera importanti possibilità di sviluppo. «Il legno risponde alle esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità», sottolinea Pagnamenta.
La crescita del settore, tuttavia, deve essere accompagnata da una crescita delle competenze. «Dobbiamo crescere sia nel numero dei professionisti sia nel bagaglio di competenze dei nostri collaboratori - prosegue il presidente -. Il settore conosce un’evoluzione tecnologica continua e i progetti diventano più grandi e complessi: ci vogliono determinate competenze per accompagnare questa crescita».
È qui che Ascoleti intende continuare a svolgere il proprio ruolo: sostenere la formazione di base e continua, favorire lo scambio di esperienze, rappresentare gli interessi delle aziende e contribuire a rendere le professioni della filiera più conosciute e attrattive. «Dobbiamo essere capaci non solo di formare i giovani, ma prima ancora di farli appassionare ai nostri mestieri e dare loro buone ragioni per rimanervi», conclude Pedrazzini. In questa prospettiva, il Pentathlon assume un significato che va oltre la giornata di gara. È una vetrina per la filiera, un’occasione di incontro e un momento nel quale i giovani possono sperimentare concretamente il valore della squadra. Per Ascoleti, investire in questa manifestazione significa quindi investire anche nel futuro della costruzione in legno: un futuro fatto di competenze, collaborazione e nuove generazioni pronte a raccogliere la sfida.
Immagini © Federlegno.ch
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