NUOVO PADIGLIONE PRAGMA:
UN INVESTIMENTO SUL FUTURO DEI GIOVANI E DELLA FORMAZIONE

Al Centro di formazione professionale SSIC-TI di Gordola ci si prepara alle sfide formative future.
La costruzione rappresenta uno dei settori fondamentali per lo sviluppo economico e territoriale del nostro Cantone. Per garantire competenze qualificate, innovazione e continuità professionale è però necessario investire nelle nuove generazioni, offrendo loro luoghi di formazione moderni, funzionali e capaci di rispondere alle trasformazioni del mondo del lavoro.
In questo contesto si inseriscono il nuovo Padiglione PRAGMA e il progetto di ristrutturazione e risanamento del Centro di formazione professionale di Gordola: investimenti strategici che guardano al futuro della formazione e dell’intero settore della costruzione.
Non si tratta solamente della realizzazione di nuovi spazi, ma della creazione di nuovi ambienti dove giovani apprendisti, professionisti, docenti e aziende possano continuare a sviluppare al meglio le competenze necessarie per affrontare le sfide future riuscendo a dare una nuova casa ad associazioni già presenti in ambienti risanati e rinnovati soprattutto dal punto di vista dell’efficienze energetica, e ad offrire nuovi contenuti per affrontare le future sfide della formazione.

Il nuovo ampliamento nasce infatti con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Gordola quale polo di riferimento per la formazione nel settore della costruzione, integrando innovazione tecnologica, qualità degli spazi e nuove modalità di apprendimento.

Il progetto PRAGMA rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo del Centro di Gordola. La nuova struttura, con una superficie complessiva di oltre 5’000 metri quadrati e un investimento nell’ordine di circa 30 milioni di franchi, permetterà di ampliare e migliorare l’offerta formativa, creando spazi più moderni e adeguati alle esigenze attuali e future.
A questo Centro - punto di riferimento per la formazione professionale nel settore della costruzione con 1’650 apprendisti l’anno e numerosi professionisti coinvolti nei percorsi di formazione continua e aggiornamento - l’evoluzione delle professioni, l’introduzione di nuove tecnologie, la digitalizzazione dei processi costruttivi e la crescente attenzione alla sostenibilità richiedono strutture capaci di accompagnare il cambiamento.

Il nuovo progetto di ampliamento vuole rispondere proprio a questa esigenza: continuare ad offrire ambienti aggiornati e di qualità, dove teoria e pratica possano integrarsi sempre meglio, favorendo una formazione vicina alla realtà professionale.

Interventi che, unitamente agli importanti investimenti di risanamento e ristrutturazione degli stabili esistenti, dovrebbero mettere il CFP nelle condizioni di poter affrontare con serenità il futuro formativo di un intero e strategico settore della nostra economia.


Intervista all’Arch. Paolo Ortelli, Direttore Centro di formazione professionale SSIC Ti Gordola

Il nuovo Centro PRAGMA e il progetto di ristrutturazione del Centro rappresentano una tappa fondamentale per il futuro della formazione professionale del settore edile in Ticino. Abbiamo incontrato il Direttore del Centro di Gordola, Paolo Ortelli, per approfondire gli obiettivi del progetto e la visione che accompagnerà questa importante trasformazione.

Il nuovo Centro PRAGMA rappresenta un investimento importante per il futuro della formazione. Quali sono gli obiettivi principali che hanno guidato questo progetto?
Come da sempre, in questi 50 anni il CFP si è sviluppato per far fronte all’evoluzione e alle necessità crescenti della formazione professionale; ma in questo ultimo progetto, così come per le importanti opere di risanamento e ristrutturazione degli stabili esistenti in parte già ultimate, il valore di questi investimenti porta con sé anche la consapevolezza e la volontà di voler consegnare alle future generazioni di professionisti del settore edile e dei rami affini un centro di competenze in grado di continuare ad affrontare le sfide della formazione che ci attendono. Sfide sempre più complicate che, soprattutto in ambito professionale, devono essere nel limite del possibile da esempio per le nostre realtà aziendali dei diversi settori.

Con nuovi spazi e strutture rinnovate, come cambierà concretamente l’esperienza formativa degli apprendisti e dei professionisti che frequentano il Centro?
Fortunatamente l’esperienza formativa, piuttosto che cambiare, troverà una sorta di aggiornamento e di riposizionamento tecnico per le associazioni coinvolte in questo ampliamento. E questo perché di fatto il nostro Centro di formazione è confrontato da sempre con sviluppi e adeguamenti che trovano origine negli adattamenti delle ordinanze di formazione che regolarmente ci costringono a rimettere in discussione contenuti e metodologie didattiche per formare giovani in grado di adeguarsi all’evoluzione dei processi lavorativi nelle nostre aziende.

Le professioni della costruzione stanno vivendo una profonda evoluzione, tra innovazione tecnologica, digitalizzazione e nuove esigenze ambientali. Come si sta preparando il Centro di Gordola a queste trasformazioni?
Certamente questi grandi cantieri infrastrutturali sono già in parte una risposta, ma siamo ben consapevoli che un ottimo contenitore non può essere, per quanto importante, l’unica risposta. Ora la sfida, che è già in corso da anni, è quella di riuscire ad inserire questo mondo che sta cambiando in modo esponenziale in buona parte dei processi formativi da un lato, ma anche e soprattutto di poter comprendere come questa evoluzione nei diversi corpi di mestiere stia diventando parte integrante dello sviluppo e delle modifiche dei processi lavorativi dapprima in azienda a soprattutto di gestione del lavoro. La nostra sfida sarà non dover rincorrere il lavoro che cambia, ma cercare il più possibile di essere da subito protagonisti attivi di questo cambiamento. Se la scuola da sempre non può che rincorrere in un Centro di formazione professionale, questa regola deve essere se non sfatata perlomeno ridotta il più possibile.

Il Centro di Gordola è un punto di incontro tra giovani, aziende, docenti e associazioni professionali. Quale ruolo vuole assumere questa struttura nel futuro del settore della costruzione in Ticino?
Direi, con orgoglio, che possiamo semplicemente augurarci di restare quello che, con impegno e sacrificio, già siamo diventati: quindi riuscire a confermare quella capacità che in 50 anni di sviluppo ci ha consentito di trasformare una visione, e forse un sogno, in una realtà con cui, di fatto, negli anni la quasi interezza delle maestranze del settore edile si sono confrontati, frequentando il Centro e continuando a farlo. Di fatto siamo un riferimento.

Quale messaggio desidera trasmettere ai giovani che oggi scelgono una professione nel settore della costruzione e che saranno protagonisti dello sviluppo del territorio nei prossimi anni?
Forse il messaggio è quello che giornalmente riscontro e percepisco da chi opera ai diversi livelli nel nostro settore, siano giovani in formazione, professionisti, quadri d’azienda, la certezza è sempre la stessa: mai dimenticare quanto una professione in ambito edile ti entri dentro, ti potrà far volare o farti arrabbiare talvolta, ma diventa sempre e comunque parte di te.


Architetti Fabiana Cortesi e Marco Russo, Studio ARC Architetti Russo Cortesi Sagl - Lugano

Il progetto PRAGMA è stato inizialmente sviluppato dallo Studio Orsi & Associati che, selezionato dalla SSIC-Ticino, ha elaborato il progetto per l’ampliamento del Centro di formazione professionale. Successivamente, nell’ambito della procedura di appalto, lo studio di architettura ARC di Lugano ha avuto il compito di riprendere e sviluppare il progetto definitivo fino alla realizzazione. Il nuovo edificio PRAGMA, che rappresenta un investimento superiore ai 30 mio di franchi, è destinato a completare il comparto del Centro di formazione professionale di Gordola: avrà una superficie utile di circa 5’000 mq e una volumetria superiore ai 33’000 mc in cui ospiterà laboratori, officine e spazi didattici per diverse professioni della costruzione.

Quali sono state le principali sfide del progetto PRAGMA che, come detto, aveva un’impostazione iniziale definita ma che, di fatto, in fase di sviluppo progettuale ed esecutivo, si è presentato come una vera e propria impresa?
La problematica principale è stata raccogliere l’eredità di un progetto già definito e trasformarlo in un’opera pienamente realizzabile, mantenendone l’identità architettonica ma sviluppandone tutti gli aspetti tecnici, costruttivi e funzionali. È stato un lavoro di grande coordinamento tra progettisti, specialisti, committente, utenti e imprese, durante il quale ogni scelta ha richiesto un costante equilibrio tra qualità architettonica, esigenze operative, costi e tempi di realizzazione. Un progetto di queste dimensioni coinvolge un numero elevato di interlocutori e discipline differenti; per questo motivo il dialogo e il coordinamento sono stati elementi centrali del nostro lavoro. Più che modificare il progetto, abbiamo cercato di accompagnarlo nella sua evoluzione, traducendo un’idea progettuale in un edificio concretamente costruibile, senza perdere i valori che ne avevano determinato la qualità iniziale.

PRAGMA non è solo un edificio, ma un luogo destinato alla formazione di nuove generazioni di professionisti: quali elementi architettonici avete voluto introdurre per favorire l’apprendimento, la collaborazione e il rapporto tra teoria e pratica?
Fin dall’inizio abbiamo cercato di interpretare l’edificio non come un semplice contenitore di attività formative bensì come uno strumento di apprendimento. L’organizzazione degli spazi favorisce la relazione tra le diverse attività didattiche, creando una continuità tra aule, laboratori e officine. L’obiettivo era permettere agli studenti di vivere quotidianamente il rapporto tra teoria e pratica, valorizzando la visibilità dei processi produttivi e la possibilità di incontro tra le diverse professioni. Anche gli spazi comuni assumono un ruolo importante, perché diventano luoghi di scambio, confronto e collaborazione, elementi fondamentali nella formazione delle professioni della costruzione.

Quali criteri architettonici e funzionali sono stati adottati per creare ambienti capaci di favorire l’apprendimento, la collaborazione e la flessibilità degli spazi?
Uno dei principi guida è stato quello della flessibilità. Gli spazi sono stati progettati affinché possano adattarsi nel tempo all’evoluzione delle modalità didattiche, delle tecnologie e delle esigenze formative. Grande attenzione è stata dedicata alla qualità degli ambienti, alla luce naturale, alla leggibilità dei percorsi e alla facilità di utilizzo degli spazi. La distribuzione interna è stata studiata per favorire l’interazione tra studenti, docenti e attività pratiche, mantenendo al tempo stesso una chiara organizzazione funzionale. La modularità degli ambienti e la possibilità di riconfigurare alcune aree rappresentano un valore aggiunto che garantirà all’edificio una maggiore capacità di adattamento nel corso degli anni.

Un edificio scolastico deve essere pensato per durare nel tempo. Come avete affrontato i temi della sostenibilità, dell’efficienza energetica e della qualità degli ambienti? Oggi parlare di sostenibilità significa andare oltre il solo tema energetico. Significa progettare edifici durevoli, facilmente manutenibili, efficienti e capaci di garantire benessere a chi li utilizza quotidianamente. Nel progetto sono stati adottati criteri orientati alla riduzione dei consumi energetici, all’utilizzo di impianti ad alta efficienza e alla valorizzazione della luce naturale. Parallelamente, è stata posta grande attenzione alla qualità degli ambienti interni, al comfort termoigrometrico e acustico, alla qualità dell’aria e alla scelta di materiali durevoli e performanti. L’obiettivo non era soltanto realizzare un edificio efficiente dal punto di vista tecnico, ma creare un ambiente capace di accompagnare la formazione di intere generazioni, mantenendo nel tempo elevate prestazioni funzionali e qualitative.


La collaborazione tra formazione e mondo professionale rappresenta uno degli elementi fondamentali per garantire un percorso formativo vicino alle esigenze delle imprese e delle professioni. Abbiamo chiesto alle associazioni professionali presenti al Centro di formazione SSIC di Gordola quale significato assume questo costante impegno nel voler investire infrastrutture del CFP.
Hanno risposto alle nostre domande, in un’intervista esclusiva,
- Anelotti Simone, Presidente Associazione Ticinese Frigoristi
- Regazzoni Patrick, Segretario di suissetec Ticino e Moesano
- Resmi Cristina, Direttrice di AM Suisse Ticino
- Scerpella Renato, Presidente di ASFMS Sezione Ticino

Il nuovo Centro PRAGMA rafforza ulteriormente il legame tra formazione e professioni. Quale significato assume questo investimento per le associazioni che rappresentate?
Renato Scerpella: Il nuovo Centro PRAGMA rappresenta senza dubbio un segnale forte e positivo per l’intero Centro di formazione di Gordola. Come falegnami, noi di ASFMS Sezione Ticino continuiamo a operare nell’edificio “Arca”, che resta la nostra casa formativa di riferimento. Tuttavia, questo importante investimento sull’infrastruttura generale del CFP ci riguarda indirettamente ma concretamente: rafforza l’immagine complessiva del Centro, attrae nuovi apprendisti e valorizza la formazione professionale nel suo insieme. Un Centro moderno e ben strutturato è un messaggio chiaro alle famiglie e ai giovani: la formazione professionale è una scelta di qualità e di futuro. E questo vale anche per la nostra professione.

Patrick Regazzoni: Per noi di suissetec Ticino e Moesano, l’investimento nel nuovo Centro PRAGMA a Gordola ha un valore strategico profondo. Rappresenta una risposta concreta alle esigenze attuali delle nostre aziende, che necessitano di professionisti sempre più preparati e al passo con l’evoluzione del settore. Con questa nuova struttura possiamo mettere a disposizione degli apprendisti spazi e impianti all’avanguardia dedicati ai corsi interaziendali della tecnica della costruzione. In sostanza, è la dimostrazione tangibile della nostra volontà di valorizzare il percorso dell’apprendistato e di rendere le professioni tecniche sempre più attrattive e allettanti per i giovani.

Cristina Resmi: Gli investimenti volti a garantire degli spazi e delle infrastrutture adeguate alle esigenze delle associazioni di categoria presenti al CFP di Gordola sono indispensabili per poter garantire una formazione di qualità. Per questo il nuovo stabile PRAGMA risulta essere un ulteriore importante tassello nell’evoluzione del CFP di Gordola.

Simone Anelotti: Sebbene come Associazione Ticinese Frigoristi non entreremo direttamente nel nuovo Centro Pragma, guardiamo a questa realizzazione con grande favore e interesse. Questo importante investimento sul territorio prova quanto la formazione e l’aggiornamento tecnico siano centrali per il futuro. Questa realizzazione è una conferma tangibile di quanto le associazioni investano concretamente nella formazione.

Il settore della costruzione necessita sempre più di nuove competenze e professionalità qualificate. Come potrà il nuovo Centro contribuire a preparare i giovani alle sfide del futuro?
Renato Scerpella: Come detto, i nostri apprendisti falegnami continuano la loro formazione nell’edificio “Arca”, dove disponiamo degli spazi e delle attrezzature adeguate alla nostra professione. Il nuovo PRAGMA è un punto di riferimento importante per le altre professioni del Centro e siamo felici che i nostri colleghi di altri settori possano beneficiare di infrastrutture così moderne. Questo sviluppo complessivo del CFP di Gordola crea un ambiente formativo stimolante per tutti. Per noi la sfida rimane quella di aggiornare costantemente i nostri laboratori e i nostri programmi formativi, per rispondere alle crescenti esigenze tecnologiche e di sostenibilità che il mestiere del falegname oggi richiede.

Patrick Regazzoni: Il nostro comparto sta vivendo un cambiamento profondo, spinto dai temi della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell’innovazione tecnologica. Per preparare davvero i giovani a questo scenario non ci si può limitare alla sola teoria: serve una formazione fortemente pratica ed esperienziale. All’interno del progetto PRAGMA abbiamo quindi voluto promuovere dei laboratori didattici di nuova concezione, tra cui la nuova camera climatica sviluppata insieme a TicinoEnergia. Questo spazio di simulazione permetterà a studenti e professionisti di testare direttamente sul campo il funzionamento degli impianti (come le pompe di calore o i sistemi di ventilazione) analizzandone il comportamento in condizioni ambientali reali e variabili. È proprio unendo la teoria alla sperimentazione diretta che riusciremo a formare maestranze capaci di guidare il settore verso una maggiore efficienza energetica e sostenibilità.

Cristina Resmi: Garantendo spazi e attrezzature moderne e adeguate alle esigenze formative imposte dalle ordinanze e dai piani di formazione nonché alle richieste del mercato. Un ambiente di lavoro adeguato e all’avanguardia sicuramente è un elemento di stimolo per i giovani professionisti che intraprendono un percorso formativo presso il CFP di Gordola.

Simone Anelotti: Grazie alla stretta e proficua collaborazione con partner importanti coinvolti nel Centro PRAGMA, avremo l’opportunità di sfruttare questi moderni laboratori didattici per formare i giovani sulle tecnologie di domani e preparare le nuove generazioni alle sfide future: la transizione energetica, la gestione sostenibile dei gas refrigeranti e l’efficienza spinta degli impianti richiedono luoghi di apprendimento in cui la teoria incontra l’operatività reale del cantiere. Questa sinergia tra enti e associazioni permette di mettere a fattor comune le competenze, confermando quanto il nostro tessuto associativo creda e investa concretamente nella qualificazione e nel futuro dei nostri professionisti.

UN INVESTIMENTO CHE COSTRUISCE IL FUTURO


Il nuovo Centro PRAGMA non rappresenta solamente una nuova infrastruttura, ma una scelta strategica per il futuro del settore della costruzione in Ticino.
Investire negli spazi della formazione significa investire nelle persone, nelle competenze e nella capacità del territorio di affrontare con consapevolezza le sfide dei prossimi anni.
A Gordola, oggi come in passato, si continua a rinnovare e a dare nuova forma, prima che ad una infrastruttura, ad un’idea; l’idea che sia responsabilità di un intero settore cercare di dare un futuro possibile alle nuove generazioni, ai nostri giovani.

Questo progetto testimonia il valore della formazione professionale, dell’innovazione e della collaborazione tra istituzioni, associazioni professionali, progettisti e aziende del settore della costruzione.
Una nuova opera destinata a consolidare, ancora una volta, la consapevolezza di essere diventati nel tempo un punto di riferimento per il mondo della formazione e per l’intero comparto edilizio ticinese, dove teoria e pratica si incontrano per preparare i professionisti di domani.

La redazione della rivista cantieri ABITARE desidera ringraziare e complimentarsi con tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo servizio, mettendo a disposizione competenze, tempo e passione per raccontare un progetto destinato a lasciare il segno nel panorama formativo e professionale del nostro Cantone.
Intervista a cura di Fabio Sacchi Editore cantieri ABITARE

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