Perché l’autoconsumo vale più della vendita?
Qui entra in gioco la struttura dei prezzi. Per una famiglia tipo in Svizzera, il prezzo dell’elettricità nel servizio universale si situa oggi tra i 29 e i 32 cts/kWh, a seconda dell’anno e del gestore, tasse comprese. La remunerazione per l’energia fotovoltaica immessa in rete, invece, è decisamente più bassa. A seconda del fornitore e della regione, i produttori indipendenti ricevono spesso solo pochi centesimi per kWh: valori tipici vanno da 3-4 cts/kWh circa (ad es. tariffa FER-CU T2 per il fotovoltaico nel 2024) fino a una decina di cts/kWh in alcuni casi più generosi.
Tradotto in pratica:
– ogni kWh venduto alla rete vale magari 3-8 centesimi,
– ogni kWh autoconsumato fa risparmiare 25-30 centesimi di bolletta.
È facile capire dove sta il vero vantaggio economico per un privato: massimizzare l’autoconsumo è molto più redditizio che “fare il produttore” per la rete.
Tre leve per aumentare l’autoconsumo
Per sfruttare al massimo un impianto solare in Svizzera non basta posare i pannelli e aspettare la fattura del gestore. Serve una strategia combinata, che tocca tecnologia e abitudini quotidiane.
- Accumulatori e gestione intelligente
Le batterie domestiche consentono di immagazzinare parte della produzione diurna e usarla la sera, quando i consumi restano alti ma i pannelli non producono più. In un contesto di prezzi al dettaglio elevati e tariffe di reimmissione ridotte, lo stoccaggio locale può aumentare significativamente la quota di autoconsumo e ridurre la dipendenza dalla rete. Sempre più spesso le batterie sono abbinate a sistemi di energy management che decidono automaticamente quando caricare l’accumulatore, quando alimentare i carichi di casa e quando (eventualmente) conviene immettere in rete.
- Comunità energetiche di autoconsumo
Un’altra leva sono le comunità energetiche: più utenti, spesso nello stesso stabile o quartiere, condividono la produzione di uno o più impianti. In Svizzera il quadro normativo ha iniziato a facilitare forme di autoconsumo collettivo e di condivisione locale dell’energia, permettendo di consumare in loco una parte maggiore della produzione anziché riversarla sulla rete a basso prezzo.
Per esempio: un condominio con impianto sul tetto può ripartire l’energia solare tra gli appartamenti in proporzione ai consumi, riducendo la bolletta di tutti e migliorando il ritorno dell’investimento comune.
- Adattare le abitudini quotidiane
L’aspetto più semplice (ma spesso più trascurato) riguarda i comportamenti:
– far partire lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie nelle ore più soleggiate;
– programmare la ricarica dell’auto elettrica durante il giorno;
– usare pompe di calore, boiler elettrici o sistemi di accumulo termico per “spostare” il consumo nelle fasce di alta produzione.
Con l’introduzione di tariffe differenziate giorno/notte o dinamiche, tipiche di diversi gestori svizzeri, queste scelte non solo aumentano l’autoconsumo, ma sfruttano anche periodi con prezzo più basso, ottimizzando ulteriormente il bilancio economico.
Dal singolo tetto alla sicurezza energetica svizzera
L’autoconsumo non è solo una questione di bollette familiari. Con una quota del fotovoltaico che ha ormai superato il 10% del fabbisogno elettrico nazionale e continua a crescere, il modo in cui gestiamo questa energia diventa cruciale per l’intero sistema svizzero. Più energia viene prodotta e consumata localmente, meno si sovraccaricano reti e centrali nei momenti di punta, soprattutto in inverno, quando la sicurezza di approvvigionamento è un tema sensibile.
L’autoconsumo ben progettato – con impianti correttamente dimensionati, batterie, comunità energetiche e comportamenti consapevoli – permette di:
– stabilizzare il sistema;
– ridurre le perdite di rete;
– dare un contributo concreto agli obiettivi climatici nazionali.
In sintesi, in Svizzera il fotovoltaico ha smesso di essere un semplice “bonus ecologico”: è un tassello centrale della transizione energetica e, se abbinato a un alto grado di autoconsumo, uno strumento molto concreto per proteggere il portafoglio di famiglie e piccoli proprietari.
per un solare davvero conveniente
– Progettare per l’autoconsumo: dimensionare l’impianto in funzione dei profili di consumo (pompa di calore, mobilità elettrica, ecc.);
– Valutare batterie e comunità energetiche: ogni kWh spostato dalla vendita al consumo locale aumenta il risparmio;
– Rivedere le abitudini: far lavorare gli elettrodomestici “quando c’è il sole” e sfruttare le tariffe orarie.
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