L’evento ha rappresentato un momento di confronto aperto e costruttivo tra rappresentanti delle istituzioni pubbliche, della politica, della committenza, delle imprese, delle associazioni professionali e delle parti sociali.
Sono intervenuti:
– Elena Fontana, architetta, imprenditrice, co-presidente SIA Sezione Ticino;
– Stefano Campana, ingegnere, imprenditore, presidente Commissione Paritetica Cantonale ingegneri, architetti e professioni affini CPC IA;
– Luca Ruess, ingegnere elettronico, imprenditore, vicepresidente ASIAT;
– Walter Bizzozzero, architetto, responsabile Centro di competenza in materia di commesse pubbliche, Repubblica e Cantone Ticino;
– Andrea Gehri, imprenditore, presidente Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino Cc-Ti;
– Igor Cima, sindacalista UNIA, vicepresidente Commissione Pari-tetica Cantonale ingegneri, architetti e professioni affini CPC IA;
– Piero Marchesi, onorevole Consigliere nazionale, imprenditore e sindaco del Comune di Tresa.
Il dibattito è stato moderato dall’arch. Loris Dellea, Direttore della Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino CAT.
Il quadro generale
La presidente, architetta e urbanista Federica Corso Talento ha aperto la serata sottolineando la forte pressione che negli ultimi anni grava sugli studi professionali, in un contesto di crescente concorrenza, margini economici ridotti e criteri di accesso ai mandati pubblici sempre più stringenti. Ha richiamato il ruolo strategico che gli studi di ingegneria e architettura svolgono nella qualità territoriale e ambientale del Cantone, esortando la categoria a ritrovare compattezza e consapevolezza della propria forza. «La qualità ha un valore. Ed è nostro compito difenderlo, riaffermarlo e farlo riconoscere». Ha inoltre sottolineato l’urgenza di costruire un dialogo istituzionale stabile per evitare che la corsa al ribasso determini un progressivo impoverimento delle competenze locali.
La fotografia del settore
L’architetta e imprenditrice Giuditta Botta, membro di Comitato ASIAT e CPC IA, ha presentato dati aggiornati raccolti dalla Commissione Paritetica Cantonale ingegneri, architetti e professioni affini: al 31 dicembre 2024 sono attive 3’647 persone negli studi di ingegneria e architettura ticinesi. Circa due terzi sono residenti o svizzeri, mentre un terzo sono frontalieri. Nella classe 7 del Contratto Collettivo di Lavoro, corrispondente alle qualifiche più alte (REG A, equivalente ad un diploma Master), la quota di frontalieri raggiunge il 50%. Oltre il 40% dei collaboratori e collaboratrici lavora in studi medio-piccoli, che costituiscono l’ossatura del settore. «La struttura del settore è fragile ma vitale: è qui che si costruisce la qualità diffusa del territorio».
Tariffe e criteri di aggiudicazione
L’architetto Loris Dellea ha introdotto il dibattito chiarendo l’importanza di distinguere i criteri di idoneità da quelli di aggiudicazione nelle commesse pubbliche. Ha mostrato un esempio emblematico: un’offerta con tariffe orarie pari a 35.75 CHF (IVA esclusa). In molti altri casi le tariffe orarie offerte sono inferiori ai 100 CHF. Un dato che, come ha sottolineato, solleva interrogativi sulla sostenibilità delle prestazioni professionali e sul rischio di compromettere la qualità progettuale. «Quando il prezzo è troppo basso, la qualità diventa la prima vittima».
La voce dei professionisti e delle imprese
Elena Fontana ha messo in evidenza la necessità di spostare il baricentro della selezione dei mandati dalla logica del prezzo alla logica della qualità. Ha citato strumenti concreti, come la “Value App” introdotta da SIA, e pratiche già sperimentate oltralpe, in grado di valorizzare la qualità progettuale e l’equilibrio tra costi e competenze. «L’architettura non è una merce: è un bene comune, e come tale va tutelata».
Stefano Campana e Luca Ruess hanno sottolineato l’impatto dei criteri di accesso sempre più restrittivi che di fatto escludono gli studi medio-piccoli dalla partecipazione ai concorsi pubblici. Hanno denunciato che sotto i 100 CHF/ora è impossibile garantire qualità e condizioni di lavoro eque. «Non si può costruire qualità a prezzi stracciati».
Walter Bizzozzero ha ripercorso l’evoluzione della normativa ticinese sulle commesse pubbliche, ricordando che il Cantone si è già mosso con anticipo su alcuni aspetti rispetto ad altre realtà svizzere. Ha sottolineato l’importanza della qualità come fulcro del sistema e ha auspicato l’apertura di un tavolo di lavoro condiviso per migliorare le procedure. «Siamo tutti sulla stessa barca: la qualità è interesse di tutti, committenti compresi».
Andrea Gehri ha messo in guardia contro la concentrazione dei mandati in poche mani e la corsa al prezzo più basso, che rischiano di mettere in difficoltà l’intero tessuto economico. Ha ribadito l’impegno della Camera di commercio nel promuovere una cultura della qualità e della sostenibilità economica. «Sostenere la qualità non è un costo, è un investimento per l’economia locale».
Igor Cima ha posto l’accento sull’importanza di rafforzare il Contratto Collettivo di Lavoro per contrastare dumping salariale e mantenere attrattivo il settore per i professionisti qualificati. Ha evidenziato la necessità di adeguare i salari e riconoscere il valore del lavoro intellettuale. «Dietro ogni progetto ci sono persone, competenze e dignità professionale».
L’onorevole Piero Marchesi ha concluso gli interventi offrendo una prospettiva politica nazionale. Ha sottolineato le difficoltà specifiche dei cantoni di frontiera e la necessità di coordinare le politiche di appalto pubblico in modo più coerente a livello svizzero. «Serve una visione comune: non possiamo lasciare che i cantoni di frontiera combattano da soli».
Conclusioni e prospettive
Dopo gli interventi e le domande di un pubblico attento e partecipe, la serata si è conclusa con la consapevolezza condivisa che la questione della qualità e della sostenibilità nel settore della progettazione non può essere affrontata da un solo attore.
Serve un tavolo di lavoro stabile, con la partecipazione di committenti pubblici, professionisti, imprese e parti sociali. Solo attraverso una collaborazione strutturata sarà possibile garantire qualità, equità e competitività a lungo termine. ASIAT si impegna per il riconoscimento di giuste tariffe, onorari, equità nei concorsi.





